Streiflichter

LA RADIO DI GIUSEPPE BRUNO

Il tedesco è difficile, è caratterizzato da suoni duri e gutturali che difficilmente un italiano riesce a riprodurre… Quante volte abbiamo sentito dire così?! Sul web si possono facilmente trovare memes che esprimono in modo spiritoso questa difficoltà, paragonando la pronuncia di una stessa parola in diverse lingue. Le prime faccine sono sempre sorridenti, quella relativa al tedesco invece…

 www.Knowyourmeme.com

Per enfatizzare poi la durezza del suono la “scenetta” si chiude con un volto spaventato!

La difficoltà nel sentire e riprodurre i suoni della lingua tedesca è stata proprio uno dei primi ostacoli che gli italiani,  giunti in Germania negli anni ’60 come Gastarbeiter, hanno incontrato.

Una bella testimonianza di come si poteva allora, e perché no anche oggi, superare questa difficoltà si trova in “Der Zug in die Fremde”, l’autobiografia di Giuseppe Bruno:

 „Divenni il proprietario orgoglioso di una radio“ (…) “fui accompagnato un sabato da mio padre presso un negozio di radio sulla Mainzer Landstraße. Lì comprai la mia prima radio, a rate. L’apparecchio costava 60 marchi. Ottenni un finanziamento di 5 marchi al mese. Da quel momento in avanti ascoltai ogni giorno le trasmissioni tedesche: se ascoltassi ogni giorno parlare tedesco, lo dovrei anche imparare! Al lavoro ciò non era possibile, eravamo solo italiani ed il capo reparto non parlava con me, poiché io non potevo capirlo. Per i miei colleghi non era importante parlare tedesco. Loro erano sempre alla ricerca della loro madrelingua”.[1]

Radio von Giuseppe Bruno

 

CC-BY-SA: Historisches Museum Frankfurt, Foto: Horst Ziegenfusz

Con queste parole Giuseppe Bruno racconta orgoglioso dell’acquisto della sua radio e della decisione di imparare la lingua del luogo in cui era emigrato, per potersi integrare. Proprio quella radio può essere vista nell’esposizione permanente dell’”Historisches Museum”. Si ricorda che l’ingresso al museo è gratuito l’ultimo sabato del mese, ad eccezione del mese di agosto.


[1] Liberamente tradotto da „Der Zug in die Fremde. Ein Leben als Bauernjunge und Gastarbeiter“, Editio 6065, 2005, pag. 107.

Informationen auf Deutsch finden Sie auf der Homepage des Historischen Museums unter www.historisches-museum-frankfurt.de